Rosicato
Sono sempre stato affascinato dalla possibilità di modificare il comportamento di un materiale con interventi minimi e mirati. In molti processi produttivi non si tratta tanto di dare forma alla materia, quanto di modificare la sua struttura per guidarne le trasformazioni.
Nella lavorazione della lamiera esiste una tecnica semplice ma molto efficace: indebolire il metallo lungo una linea precisa per consentire una piegatura controllata senza l’utilizzo di macchine piegatrici come la pressopiega. In questo modo la piega non viene imposta da una forza esterna, ma resa possibile da una modifica preventiva delle caratteristiche meccaniche del materiale.
Questo effetto si ottiene realizzando una sequenza di perforazioni ravvicinate. La linea di piccoli fori produce una sorta di taglio tratteggiato che riduce la rigidità della lastra in un punto specifico, creando una linea di flessione programmata. Quando la lastra viene sollecitata, la piega avviene naturalmente lungo questa traiettoria.
Le perforazioni vengono realizzate con una punzonatrice, una macchina che lavora la lamiera per deformazione plastica. Un punzone – una punta metallica con una determinata geometria – viene premuto contro una matrice producendo un foro netto nel materiale. Il punzone può avere forme diverse: circolare, rettangolare o sagomata. Ripetendo questa azione in sequenza, è possibile costruire linee, pattern o zone di indebolimento estremamente precise. Il progetto nasce dall’osservazione di questo processo.
L’interesse non era soltanto tecnico, ma anche formale: capire se la logica della punzonatura potesse diventare il principio generativo dell’oggetto.
Il risultato è un portascotch ricavato da una singola lastra di acciaio inox da 1 mm di spessore. Le linee di punzonatura definiscono le zone di piega e permettono di modellare l’oggetto direttamente a mano. L’assemblaggio coincide quindi con il completamento del processo di lavorazione.
La stessa operazione viene utilizzata anche per definire un altro elemento funzionale. Lungo uno dei bordi della lastra, la sequenza dei colpi di punzone lascia una serie di piccole incisioni che generano una dentellatura. Quello che normalmente sarebbe soltanto il residuo di una lavorazione diventa la lama che consente di tagliare il nastro adesivo.
La forma dell’oggetto deriva direttamente dal processo che lo produce. La lavorazione definisce la struttura, suggerisce il gesto di assemblaggio e genera uno degli elementi funzionali. Tutto avviene attraverso un’unica azione tecnica applicata a un unico materiale.
Il progetto è stato presentato in occasione di una call promossa da About Archivio.