S-tools

I materiali possiedono un linguaggio proprio. Come strumenti musicali, hanno un timbro, un carattere e una voce distintiva. Cambiare materiale significa cambiare interpretazione: lo stesso “spartito” produce risultati completamente diversi.

Per questo, scegliendo lo sgabello come oggetto da progettare — uno spartito semplice e leggibile — ho invitato gli studenti a esplorare come la forma possa diventare una chiave di lettura, capace di far emergere limiti e potenzialità di ciascun materiale.

Il percorso si è articolato in quattro brief, ognuno dedicato a un materiale. Con il cartone abbiamo lavorato sull’anisotropia e sull’orientamento delle fibre, scoprendo quanto la direzione incida sulla resistenza. Con le lastre di alluminio abbiamo indagato il rapporto tra leggerezza e rigidità, sperimentando la piega come elemento strutturale.

Con tavole e listelli di legno ci siamo confrontati con la materia piena, che richiede spessore — “carne” — per poter essere avvitata. Infine, i tubi in polietilene hanno offerto un accesso immediato al mondo delle strutture tubolari, più semplici da manipolare rispetto alle equivalenti in metallo.

La costruzione di numerosi modelli in scala prima dei prototipi finali è stata anche un’occasione per esercitare il tinkering: una pratica basata sulla manipolazione diretta della materia, senza un’idea definitiva a priori.

Un approccio che apre la strada a soluzioni inattese, nate dal dialogo immediato tra mani e materiale.